CAPITOLO 1
PREMESSA
Inquadramento generale del Comune di Borgo San Dalmazzo
Inquadramento normativo
CAPITOLO 2
LIMITI DI RIFERIMENTO PER GLI INQUINANTI IN ATMOSFERA
Caratteristiche parametri ambientali presi in esame
Articolato fine respirabile - PM10
Biossido di zolfo - SO2
Ossido e biossido di azoto - NO - NO2 - NOX
Monossido di carbonio - CO
Ozono - O3
Benzene
Limiti di riferimento per la elaborazione dei Piani d'Azione per la riduzione
del rischio di superamento dei limiti stabiliti dal D.M. 2 aprile 2002,
n.60.
Limiti di riferimento per l'elaborazione dei Piani di azione per la riduzione
del rischio di superamento delle soglie di allarme stabilite dal D.M. 2
aprile 2002, n. 60
CAPITOLO 3
ANALISI DELLA QUALITÀ DELL'ARIA
Ambito regionale e provinciale
Ambito comunale
CAPITOLO 4
INQUINAMENTO ACUSTICO
Effetti del rumore sull'uomo
Analisi della normativa relativa alla materia inquinamento acustico ("Rumore")
Situazione del comune
CAPITOLO 5
PIANO DI AZIONE APPROVATO DALLA PROVINCIA DI CUNEO
Provvedimenti stabili da adottarsi volti a contenere il rischio di superamento
di limiti di qualità dell'aria
CAPITOLO 6
PROVVEDIMENTI STABILI DA ADOTTARSI, PER IL COMUNE DI BORGO SAN DALMAZZO,
VOLTI A CONTENERE IL RISCHIO DI SUPERAMENTO DEI LIMITI DI QUALITÀ DELL'ARIA
CAPITOLO 7
FONTE D'INQUINAMENTO - ATTIVITÀ INDUSTRIALI
Scheda 1 - fonte d'inquinamento "industriale" - Società Italcementi
Analisi della situazione attuale
La normativa in materia
Azioni previste
Monitoraggio delle emissioni
Stima risultati
Scheda 1.1 - fonte d'inquinamento "inquinamento acustico industriale" -
Società Italcementi
Valutazione della situazione attuale
Interventi previsti
Valutazione dei risultati
Scheda 1.2 - fonte d'inquinamento "industriale" - Società Italcementi -
Autorizzazione Ambientale Integrata IPPC
Scheda 1.3 - fonte d'inquinamento "industriale" - Società Italcementi -
Convenzione con l'Italcementi s.p.a. per concessione servitù d'escavo e
convenzione per la realizzazione di un tratto viario di accesso allo stabilimento.
CAPITOLO 8
FONTE D'INQUINAMENTO - TRAFFICO VEICOLARE
Scheda 2 - fonte d'inquinamento "traffico"
Analisi della situazione attuale
Azioni già attuate
Azioni Previste
Scheda 2a - limitazioni su Via Vittorio Veneto - Via Nizza
Planimetria limitazioni transito
Planimetria viabilità alternativa
Scheda 2b - viabilità di accesso allo stabilimento Italcementi
Scheda 2c - realizzazione strada della discarica
Scheda 2d - limitazione alla circolazione degli autoveicoli non EURO II
Conclusioni relative alle limitazioni al traffico
Scheda 2e - viabilità extracomunale
Scheda 2g - previsioni strumento urbanistico generale
Scheda 3 - aree di sosta
Analisi della situazione attuale
Verifica aree a parcheggio nel centro storico
Azioni attuate di recente
Azioni Previste
Scheda 3a - realizzazione nuovi parcheggi
Scheda 3b - riorganizzazione aree di sosta centro storico
Scheda 3c - realizzazione cartellonistica parcheggi
Scheda 4 - piste ciclabili
Analisi della situazione attuale
Azioni Previste
Scheda 5 - controllo gas di scarico - BOLLINO BLU
Analisi della situazione attuale
Azioni Previste
Scheda 6 - istituzione calendario per la pulizia delle strade
Situazione attuale
Azioni previste
Calendario pulizia meccanizzata delle strade
CAPITOLO 9
FONTE D'INQUINAMENTO - IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
Scheda 9 - impianti di riscaldamento
Analisi della situazione attuale
La normativa in materia
Azioni Previste
Stima dei risultati
Scheda 9.1 - regione dell'impianto di riscaldamento dell'edificio scolastico
ospitante la scuola media
CAPITOLO 10
PROVVEDIMENTI STRAORDINARI DA ADOTTARSI, PER LA ZONA DI PIANO DELLA PROVINCIA
DI CUNEO, NEL CASO DI SUPERAMENTO DELLE SOGLIE DI ALLARME
BIBLIOGRAFIA
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CAPITOLO 1
PREMESSA
Inquadramento generale del Comune di Borgo San Dalmazzo
Il Comune di Borgo San Dalmazzo è localizzato all'estremo angolo sudoccidentale
della pianura Padana, allo sbocco di tre valli, e costituisce lo snodo tra
le alpi Cozie e le alpi Marittime. Lungo il confine nord scorre il fiume
Stura di Demonte mentre il confine Sud è delimitato dal Torrente Gesso,
che, poco a valle del concentrico riceve la confluenza del Torrente Vermenagna.
Il Concentrico si trova in una posizione molto particolare, su un terrazzo
sospeso a 30 metri di altezza dagli alvei attuali, proprio contro i primi
rilievi alpini. Il territorio comunale ha un estensione di circa 22,3 Km2,
dalle caratteristiche morfologiche nettamente appartenenti a due domini
separati:
- la parte pianeggiante, posta a nord-est, è costituita da un terrazzo coin
pendenza dello 1,1% inclinato verso nord-.nord-est ed ampiamente sopraelevato
dai corsi d'acqua principali;
- la parte collinare, posta a sud-ovest è caratterizzata da cime allineate
lungo lo spartiacque Stura-Gesso che taglia a metà il territorio comunale.
Confina con il territorio dei Comuni di Cuneo, Boves, Roccavione, Valdieri,
Moiola, Gaiola, Roccasparvera e Vignolo.
È attraversato da due strade statali di collegamento internazionale con
la Francia, la S.S. n.22 del Colle di Tenda e la S.S. n.21 del Colle della
Maddalena.
Ha insediate sul suo territorio alcune industrie tra cui spiccano l'azienda
cementiera Italcementi, la Bertello S.p.a., le Industrie Cometto S.p.a.
Canale S.p.a., sono poi presenti numerose realtà artigianali minori.
In quasi tutto il territorio comunale e presente la rete del metano sia
per le utenze civili che industriali. Sono presenti numerosi impianti di
distribuzione carburanti, che però non forniscono né il gas GPL né tantomeno
metano.
La qualità dell'aria esistente nel Comune di Borgo San Dalmazzo viene monitorata
costantemente dall'A.R.P.A. di Cuneo tramite una stazione di rilevamento
fissa posizionata lungo via Giovanni XXIII a fianco delle scuole elementari
(descritta brevemente nel capitolo 3). In caso di necessità in passato sono
state posizionate dall'A.R.P.A. stazioni di rilevamento mobili nei punti
ritenuti più significativi per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico
(si vedano le analisi effettuate nel corso dell'anno 2003 descritte nei
capitoli seguenti).
Inquadramento normativo
L'emanazione del D.M. 2/04/2002, n.60 che ha recepito le direttive europee
1999/30/CE e 2000/69/CE, concernenti i valori limite dei principali inquinanti
atmosferici, ha sostanzialmente modificato il quadro normativo in materia
di qualità dell'aria introducendo, per i principali inquinanti atmosferici,
nuovi valori limite finalizzati alla protezione della salute umana e alla
protezione della vegetazione. La configurazione di tali limiti abbandona
i concetti di attenzione e allarme, esistenti nella normativa pregressa,
e introduce nuovi riferimenti, sia a breve che a medio periodo, da verificare
su base annuale (medie annuali, numero di superamenti di medie giornaliere
o orarie da contenere nel corso dell'anno). Tali innovazioni impongono alle
amministrazioni locali una modifica sostanziale delle politiche volte al
risanamento della qualità dell'aria che, non potendo più limitarsi al contenimento
degli stati di attenzione o di allarme, per conseguire il rispetto dei limiti
dovranno prevedere interventi stabili di limitazioni delle emissioni.
In relazione ai nuovi limiti stabiliti, la Regione Piemonte ha provveduto, con D.G.R. 5/08/2002, n.109-6941, ad aggiornare la "valutazione della qualità dell'aria ambiente" prevista dall'art.5 del D.Lgs. 4/08/1999, n.351. Inoltre, sulla base di tale valutazione, con D.G.R. 11/11/2002, n.14-7623, ha provveduto ad aggiornare l'assegnazione dei Comuni piemontesi alle Zone 1,2 e 3P e a definire gli indirizzi e i criteri per la predisposizione e gestione dei Piani d'Azione ai sensi dell'art.7 del D.Lvo 351/1999.
La Provincia di Cuneo, nell'ambito di tale quadro normativo, quale autorità competente alla gestione delle situazioni di rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme (di cui al citato D.M. 60/2002), elabora con i Comuni che sono stati assegnati alla Zona di Piano, di cui all'allegato 1 della D.G.R. 11/11/2002, n.14-7623, il Piano di Azione ex art.7 D.Lgs. 4/08/1999, n.351, che definisce i primi provvedimenti da attuare per la riduzione del rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme stabilite per gli inquinanti in atmosfera. In caso di inerzia dei Comuni nella gestione operativa di episodi acuti di inquinamento atmosferico, la Provincia adotta, in via sostitutiva ai sensi dell'art.3 comma 1, lettera h) della L.R. 7/04/2000, n.43, le misure stabilite nel Piano d'Azione.
IL COMUNE DI BORGO SAN DALMAZZO È STATO INDIVIDUATO DALLA D.G.R. 11/112002 N.14-7623 IN ZONA 1 PERTANTO È TENUTO AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI STABILI VOLTI A CONTENERE IL RISCHI DI SUPERAMENTO DEI LIMITI DI QUALITA' DELL'ARIA.
La Provincia di Cuneo nella bozza di Piano d'Azione trasmessa a tutti i comuni ritiene che i provvedimenti previsti nel piano debbano essere principalmente finalizzati a contenere le emissioni di particolato atmosferico fine (PM10), di biossido di azoto (NO2), di benzene e di monossido di carbonio (CO) generante dal traffico veicolare in quanto la valutazione della qualità dell'aria nella Regione Piemonte - Anno 2001 - e l'analisi dei dati rilevati dalla rete di monitoraggio della qualità dell'aria hanno evidenziato come esista il rischio, generalizzato a tutte le Zone di Piano, di superamento dei valori limite per il biossido di azoto (NO2) e PM10.
Vengono inoltre definite le azioni da attuare nel caso in cui si verifichino superamenti delle soglie di allarme, così come definite dal D.M. 2 aprile 2002 n.60, per il parametro biossido di azoto NO2 (400 µg/m3 misurati per 3 ore consecutive in un sito rappresentativo della qualità dell'aria di un area di almeno 100 Km2) e per il parametro biossido di zolfo SO2 (500 µg/m3 misurati per 3 ore consecutive in un sito rappresentativo della qualità dell'aria di un area di almeno 100 Km2).
La Provincia di Cuneo con Deliberazione n.6 del Consiglio Provinciale ha
approvato in data 7 marzo 2005 il "Piano D'Azione per la riduzione
del rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme in
materia di qualità dell'aria".
Nel piano d'azione approvato sono individuati i provvedimenti da adottare
finalizzati a contenere le emissioni di particolato atmosferico fine (siglato
PM10), di biossido di azoto (NO2), di biossido di zolfo (SO2), di benzene
e di monossido di carbonio (CO) generato da traffico veicolare, dagli impianti
produttivi e dagli impianti di riscaldamento ambientale. Si rimanda al capitolo
5 per la descrizione dettagliata del piano provinciale.
CAPITOLO 2
LIMITI DI RIFERIMENTO PER GLI INQUINANTI IN ATMOSFERA
CARATTERISTICHE PARAMETRI AMBIENTALI PRESI IN ESAME
Prima di analizzare la normativa di riferimento è importante chiarire quali
siano, che cosa sono e quali effetti hanno sull'uomo e sulla sua salute
i principali inquinanti dell'atmosfera. Le descrizioni sotto riportate sono
estratte dalle varie relazioni trasmesse dall'A.R.P.A. dipartimento di Cuneo
all'Amministrazione Comunale.
Particolato fine respirabile - PM10
Il particolato sospeso è costituito dall'insieme di tutto il materiale non
gassoso in sospensione nell'aria. La natura delle particelle aerodispersive
è molto varia: ne fanno parte le polveri sospese, il materiale organico
disperso dai vegetali (pollini e frammenti di piante), il materiale inorganico
prodotto da agenti naturali (vento e pioggia), dall'erosione del suolo o
dei manufatti (frazione più grossolana) ecc.. Nelle aree urbane il materiale
particolato può avere origine da lavorazioni industriali (cantieri edili,
cementifici, fonderie), dall'usura dell'asfalto, dei pneumatici dei freni
e delle frizioni e dalle emissioni di scarico degli autoveicoli, in particolare
quelli a motore diesel.
Il traffico auto veicolare urbano contribuisce in misura considerevole all'inquinamento
da particolato sospeso non solo con l'emissione diretta in atmosfera di
fuliggine, cenere e particelle di varia natura, ma risollevando poi le particelle
di varia natura depositate a terra.
Tale particolato, inoltre costituisce il principale veicolo di diffusione
di altre sostanze nocive.
Il rischio sanitario legato alle sostanze presenti in forma di particelle
sospese nell'aria dipende, oltre che dalla loro concentrazione, anche dalle
dimensioni delle particelle stesse. Le particelle di dimensioni inferiori
costituiscono un pericolo maggiore per la salute umana, in quanto possono
penetrare in profondità dell'apparato respiratorio.
• Le particelle con diametro superiore ai 10 µm si fermano delle prime vie
respiratorie;
• Le particelle con diametro tra i 5 µm e i 10 µm raggiungono la trachea
ed i bronchi;
• Le particelle con diametro inferiore ai 10 µm possono raggiungere gli
alveoli polmonari;
il termine PM10 significa materiale particolato avente un diametro aerodinamico
medio inferiore a 10 micrometri. Negli ultimi anni l'attenzione sanitaria
ed ambientale sia sta rivolgendo verso particelle con diametro aerodinamico
medio inferiore a 2,5 micrometri, il PM2,5.
Danni causati:
Gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni
di polveri in aria e la manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie,
in particolare asma, bronchiti, enfisemi. A livello di effetti indiretti,
inoltre, il particolato fine agisce da veicolo per sostanze ad elevata tossicità,
quali ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici.
Biossido di zolfo - SO2
È un gas incolore, di odore pungente. Le principali emissioni di biossido
di zolfo derivano dai processi di combustione che utilizzano combustibile
fossile (gasolio, olio combustibile, carbone), in cui lo zolfo è presente
come impurità e dei processi metallurgici. Una percentuale, in genere non
elevata, di biossido di zolfo nell'aria proviene dal traffico veicolare,
in particolare dai veicoli con motore diesel.
La concentrazione di biossido di zolfo presenta una variazione stagionale
molto evidente, con i valori massimi nella stagione invernale, laddove sono
in funzione gli impianti di riscaldamento domestici.
Nell'atmosfera l'anidride solforosa (SO2) è ossidata ad anidride solforica
(SO3).
Il biossido di zolfo era ritenuto fino a pochi anni fa il principale inquinante
dell'aria ed è certamente tra i più studiati, anche perché è stato uno dei
primi composti a manifestare effetti sull'uomo e sull'ambiente. Tuttavia,
oggi, il progressivo miglioramento della qualità dei combustibili (minor
contenuto di zolfo nei prodotti di raffineria, imposto dal D.P.C.M. del
14/11/1995) insieme al sempre più diffuso uso del gas metano, hanno diminuito
sensibilmente la presenza di SO2 nell'aria.
Danni causati:
il biossido di zolfo è molto irritante agli occhi, la gola e le vie respiratorie.
In atmosfera, attraverso reazioni con l'ossigeno e le molecole d'acqua,
contribuisce all'acidificazione delle precipitazioni, con effetti fitotossici
sui vegetali e di acidificazione dei corpi idrici, in particolare a debole
ricambio, con conseguente compromissione della vita acquatica.
Le precipitazioni acide possono avere effetti corrosivi anche sui materiali
da costruzione, manufatti lapidei, vernici e metalli.
Ossido e biossido d'azoto NO e NO 2 - NOX
Gli ossidi di azoto (NO, N2O3, NO2 ed altri) vengono generati in tutti i
processi di combustione, qualsiasi sia il tipo di combustibile utilizzato.
Il biossido di azoto, in particolare è da ritenersi fra gli inquinanti atmosferici
maggiormente pericolosi, sia perché è per sua natura irritante, sia perché
dà inizio, in presenza di forte irraggiamento solare, ad una serie di reazioni
fotochimiche secondarie che portano alla costituzione di sostanze inquinanti
complessivamente indicate con il termine di "smog fotochimico".
In ambito urbano un contributo fondamentale all'inquinamento da biossido
di azoto e derivati fotochimici è apportato dai fumi di scarico degli autoveicoli.
L'entità delle emissioni può, in questo caso, variare anche in funzione
delle caratteristiche, dello stato del motore e delle modalità di utilizzo
dello stesso (velocità, accelerazione, marmitta catalitica, ecc.)
Danni causati:
il biossido di azoto è un gas tossico, irritante per le mucose ed è responsabile
di specifiche patologie a carico dell'apparato respiratorio con diminuizione
delle difese polmonari (bronchiti, allergie, irritazioni).
Gli ossidi di azoto contribuiscono alla formazione delle piogge acide e
favoriscono l'accumulo di nitrati al suolo che possono provocare alterazioni
di equilibri ecologici ambientali.
Monossido di carbonio - CO
Il monossido di carbonio è l'inquinante gassoso più abbondante in atmosfera,
l'unico la cui concetrazione venga espressa in milligrammi al metro cubo
(mg/m3).
È un gas inodore ed incolore e viene generato durante la combustione di
materiali organici quando la quantità di ossigeno a disposizione è insufficiente.
La principale sorgente di CO è rappresentata dal traffico veicolare (circa
l'80% delle emissioni a livello mondiale), in particolare dai gas di scarico
dei veicoli a benzina.
Danni causati:
il CO ha la proprietà di fissarsi all'emoglobina del sangue, impedendo il
normale trasporto dell'ossigeno nelle varie parti del corpo. Il CO ha nei
confronti dell'emoglobina un'affinità 220 volte maggiore rispetto all'ossigeno
ed il composto che si genera (carbossiemoglobina) è estremamente stabile.
Gli organi più colpiti sono il sistema nervoso centrale e il sistema cardiovascolare,
soprattutto nelle persone affette da cardiopatie.
Ozono - O3
L'ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e dotato di elevato
potere ossidante.
L'ozono presente nella troposfera (lo strato atmosferico compreso fra il
livello del mare e i 10 Km di quota), ed in particolare nelle immediate
vicinanze della superficie terrestre, è un componente dello "smog fotochimico"
che si origina soprattutto nei mesi estivi in concomitanza di un intenso
irraggiamento solare e di una elevata temperatura.
L'ozono non ha sorgenti dirette, ma si forma all'interno di un ciclo di
reazioni fotochimiche che coinvolgono in particolare gli ossidi di azoto.
Danni causati:
Concentrazioni relativamente basse di ozono provocano effetti quali irritazioni
alla gola, alle vie respiratorie e bruciore agli occhi; concentrazioni superiori
possono portare alterazioni delle funzioni respiratorie.
L'ozono è responsabile anche di danni alla vegetazione, con relativa scomparsa
di alcune specie arboree dalle aree urbane.
Benzene
Il benzene è un idrocarburo aromatico presente in atmosfera viene prodotto
dall'attività umana, in particolare dall'uso del petrolio, degli oli minerali
e dei loro derivati.
La maggior fonte di esposizione per la popolazione è collegabile all'uso
della benzina come combustibile dei mezzi di trasporto.
Danni causati:
il benzene è una sostanza classificata:
• Dalla Comunità Europea come cancerogeno di categoria 1, R45;
• Dalla I.A.R.C. (International Agency for Research on Cancer) nel gruppo
1 (sostanze per le quali esiste un'accertata evidenza in relazione all'induzione
di tumori nell'uomo);
• Dalla A.C.G.I.H. (American Conference of Governmental Industrial Hygienists)
in classe A1 (cancerogeno accertato per l'uomo);
Studi di mutagenesi evidenziano inoltre che il benzene agisce sul bagaglio
genetico delle cellule.
Limiti di riferimento per la elaborazione dei Piani d'Azione per la
riduzione del rischio di superamento dei limiti stabiliti dal D.M. 2 aprile
2002, n.60.
Il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme per
gli inquinanti in atmosfera è riferibile a tutti i valori limite stabiliti
dal D.M. 2/04/2002, n.60.
Per la definizione del presente documento di attuazione del Piano di Azione
provinciale e al fine di verificarne l'efficacia viene fatto riferimento
ai valori limite di breve durata (orari o giornalieri) e alle relative frequenze
di superamento tollerate nell'arco di un anno, elencati nella tabella che
segue, vigenti a partire dal 01/01/2005 per SO2, PM10 e CO, e a partire
dal 1/01/2010 per l'NO2.
Infatti, data l'esiguità del tempo che rimane prima della scadenza dei termini
e data la concreta difficoltà di raggiungere i limiti indicati, per l'elaborazione
del Piano non si considerano i margini di tolleranza indicati del D.M. n.60/2002.
| INQUINANTE | VALORE LIMITE E PERIODO DI MEDIAZIONE |
N° DI SUPERAMENTI TOLLERATI | DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL LIMITE |
|---|---|---|---|
| SO2 | 350 µg/m³ media 1 ora | 24 volte/anno civile | 1-gen-05 |
| SO2 | 125 µg/m³ media 24 ore | 3 volte/anno civile | 1-gen-05 |
| NO2 | 200 µg/m³ media 1 ora | 18 volte/anno civile | 1-gen-10 |
| PM10 1° fase |
50 µg/m³ media 24 ore | 35 volte/anno civile | 1-gen-05 |
| CO | 10µg/m³ media mob. 8 ore | ------------ | 1-gen-05 |
Limiti di riferimento per l'elaborazione dei Piani di Azione per la riduzione del rischio di superamento delle soglie di allarme stabilite dal D.M. 2 aprile 2002, n. 60.
Il D.M. 2 aprile 2002, n. 60, stabilisce soglie di allarme per gli inquinanti SO2 e NO2 come di seguito riportate:
| Inquinante | Soglia di allarme | Periodo di mediazione |
|---|---|---|
| SO2 | 500 µg/m³ | media di 3 ore consecutive |
| NO2 | 400 µg/m³ | media di 3 ore consecutive |
La Valutazione della qualità dell'aria nella Regione Piemonte - Anno 2001 - evidenzia come i valori di SO2 siano di norma già attualmente al di sotto dei limiti, mentre il rischio di superamento dei valori limite per l'inquinante NO2 è generalizzato a tutte le Zone di Piano.
Pertanto, in caso di persistenza di condizioni meteorologiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti, è possibile che in porzioni limitate delle Zone di Piano si registrino valori tali da comportare il rischio di superamento delle soglie di allarme stabilite dal D.M. 2 aprile 2002, n. 60.
Il presente Piano definisce pertanto le tipologie di interventi da attuare per ridurre il rischio di superamento delle soglie di allarme e l'entità di tali superamenti, nonché quelli da attuare in caso di superamento delle soglie medesime.
CAPITOLO 3
ANALISI DELLA QUALITÀ DELL'ARIA
Ambito regionale e provinciale
La Valutazione della qualità dell'aria nella Regione Piemonte - Anno 2001
- evidenzia come i valori di SO2 e di CO siano di norma già attualmente
al di sotto dei limiti, mentre il rischio di superamento dei valori limite
per gli inquinanti NO2 O3 e PM10 è generalizzato a tutte le Zone di Piano.
Inoltre, i dati rilevati dal sistema di monitoraggio della qualità dell'aria
operante in Provincia di Cuneo nel corso dell'anno 2002 presentano forti
criticità legate al rispetto dei limiti relativamente a tali inquinanti.
In particolare, il PM10 rappresenta il parametro più critico in quanto le
concentrazioni di tale inquinante in atmosfera sono superiori ai limiti
fissati dal D.M. 2 aprile 2002, n.60, per la protezione della salute umana,
nello specifico per quanto riguarda il rispetto del limite giornaliero come
risulta chiaro dalle tabelle seguenti.
| STAZIONE | Periodo di funzionamento (giorni/anno) | Valore limite annuale
per la protezione della salute umana: 40 µg/m3 come media annuale calcolata sull'anno civile MEDIA ANNUALE (µg/m3) |
Valore limite di 24 ore
per la protezione della salute umana: 50 µg/m3 come media giornaliera da non superare più di 35 volte nell'anno civile N. SUPERAMENTI (µg/m3) |
|---|---|---|---|
| ALBA | 302 | 39 | 73 |
| BRA | 252 | 43 | 68 |
| CUNEO | 336 | 38 | 89 |
| SALICETO | 271 | 37 | 58 |
| STAZIONE | Periodo di funzionamento (giorni/anno) |
Valore limite annuale per la protezione della salute umana: 40 µg/m3
come media annuale calcolata sull'anno civile |
Valore limite di 24 ore
per la protezione della salute umana: 50 µg/m3 come media giornaliera
da non superare più di 35 volte nell'anno civile N. SUPERAMENTI (µg/m3) |
|---|---|---|---|
| ALBA | 341 | 43 | 104 |
| BRA | 345 | 57 | 170 |
| CUNEO | 361 | 36 | 80 |
| SALICETO | 314 | 38 | 75 |
Conseguentemente il presente Piano di Azione contiene le misure per l'adozione di provvedimenti attuabili con tipologie di intervento da graduarsi in funzione delle caratteristiche geografiche ed antropiche del territorio e dei diversi livelli di inquinamento presenti nelle varie zone del territorio comunale.
Ambito comunale
Con riferimento alla Legge Regionale 7/04/2000, n.43 ed alla direttiva della
Giunta Regionale 11/11/2002, n.14-7623 è stato trasmesso dalla Provincia
di Cuneo in data 27/03/2003, al Comune l'inventario delle missioni, estratto
dall'EMEX e relativo al 1997. I dati riportati si riferivano sia alle sorgenti
industriali puntuali individuate sul territorio comunale sia alle sorgenti
cosiddette diffuse, comprendenti il traffico, il riscaldamento ambientale,
l'agricoltura e le sorgenti industriali non rilevate puntualmente. L'estratto
si riferiva agli ossidi di azoto (NOX) e polveri fini (PM10) che costituiscono
i parametri di maggior interesse in relazione ai limiti di qualità dell'aria
stabiliti dal D.M. 2/04/2002, n.60. in ambedue i casi, le tabelle ed i grafici
che seguono dimostrano la distribuzione per settore delle emissioni in atmosfera,
con netta prevalenza del traffico veicolare, escludendo l'apporto dell'attività
industriale della società Italcementi.
| SETTORE (emissioni diffuse) |
NOx (t/anno) |
|---|---|
| Traffico | 87,86 |
| Agricoltura | 4,29 |
| Comb. Industriale | 21,72 |
| Comb. Non industriale | 10,83 |
| TOTALE | 124,70 |
| GRANDE INDUSTRIA | NOx (t/anno) |
|---|---|
| ITALCEMENTI S.P.A. | 1304,00 |

| SETTORE (emissioni diffuse) |
PM10(t/anno) |
|---|---|
| Traffico | 22,10 |
| Agricoltura | 0,46 |
| Fonti industriali | 1,95 |
| Comb. Non industriale | 7,36 |
| TOTALE | 31,87 |
| GRANDE INDUSTRIA | PM10(t/anno) |
|---|---|
| ITALCEMENTI S.P.A. | 32,28 |
| Settore | CH4 | CO | CO2 | N2O | NH3 | NMVOC | NOX | PM10 | SO2 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Emissioni diffuse | 2300 | 719 | 46 | 4,23 | 34 | 197 | 125 | 31,87 | 13 |
| Produzione di cemento | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1304 | 32,28 | 91 |
| TOTALE | 2300 | 719 | 46 | 4,23 | 34 | 197 | 1429 | 64,15 | 104 |
Analizzando i dati trasmessi dalla Provincia di Cuneo e dalla Regione Piemonte su sinteticamente riportati, si evince che i fattori che contribuiscono maggiormente all'inquinamento dell'aria sono il traffico veicolare e l'attività cementiera esistente sul territorio comunale. Pertanto le azioni per ridurre l'inquinamento atmosferico dovranno concentrarsi su questi due aspetti.
Oltre ai dati su riportati l'A.R.P.A. - Dipartimento di Cuneo ha svolto
numerose attività approfondite e dettagliate di monitoraggio del territorio.
Prima di elencare i risultati delle analisi più recenti è utile chiarire
quali siano le stazioni di rilevamento esistenti nel comune.
Sul territorio comunale è presente una stazione di rilevamento permanente
sita in Via Giovanni XXIII a fianco delle scuole elementari.
localizzazione centralina di monitoraggio
parametri analizzati:
• Biossido di Azoto
• Monossido di Carbonio
• Biossido di Zolfo
(da maggio 2003)
• Polveri
(di prossima attivazione)
I dati rilevati in continuo dalla stazione sono analizzati dall'A.R.P.A.
- Dipartimento di Cuneo è pubblicati in maniera chiara e decifrabile da
chiunque sul sito internet:
www.sistemapiemonte.it.
*********
Nel mese di ottobre 2002 l'Agenzia ha trasmesso uno studio denominato "qualità
dell'aria nella bassa Valle Vermenagna (comuni di Robilante e Roccavione)
e nei comuni di Borgo San Dalmazzo, Boves, Cuneo e Valdieri - studio della
qualità dell'aria nel primo semestre 2002".
In tale studio vengono descritte sia le risultanze delle indagini continuate,
per quel che riguarda il monitoraggio strumentale della qualità dell'aria,
per tutto il primo semestre del anno 2002, sia le risultanze dell'indagine
epidemiologica dalla quale emergono fra l'altro evidenze epidemiologiche
sulla mortalità per malattie dell'apparato respiratorio in eccesso rispetto
ai valori medi regionali.
Nella nota di trasmissione del documento l'A.R.P.A. scrive che: "In
sintesi le risultanze analitiche evidenziano che tutta la zona in oggetto
dell'indagine epidemiologica presenta una alterazione della qualità complessiva
dell'aria per la quale non può essere trascurato l'importante contributo
delle attività già attualmente svolte in loco - omissis - il sito di Borgo
San Dalmazzo risulta quello presentante le concentrazioni medie più elevate
per il parametro biossido di azoto (forse quello che desta le più forti
preoccupazioni in relazione ai nuovi limiti per la tutela della salute umana)
tra quelli considerati nello studio (Cuneo - Alba - Bra - Fossano - Mondovì
- Saliceto).
A partire dall'anno 2002 l'A.R.P.A. redige annualmente una relazione sulla qualità dell'aria rilevata dalle centraline nell'anno.
Relazione Anno 2002
Nel mese di gennaio 2003 l'Agenzia ha trasmesso il resoconto di sintesi
statistica dei dati rilevati nell'anno 2002 dalla rete provinciale di rilevamento
della qualità dell'aria. In tale relazione emerge che per il parametro del
biossido di azoto come descritto in precedenza, il D.M. 60/2002 prevede
limiti il cui termine ultimo sarà il 1°/01/2010, con un valore limite medio
annuo di 40 microgrammi per metro cubo di aria; il valore medio per l'anno
2002 è di 44 µg/m³ quindi in prospettiva superiore al limite imposto dalla
normativa. Occorre altresì notare che tale valore medio è il più alto registrato
dalla rete provinciale.
Relazione Anno 2003
Nel mese di gennaio 2004 sempre l'Agenzia Regionale ha trasmesso il resoconto
di sintesi statistica dei dati rilevati nell'anno 2003. In tale relazione
vengono confrontati i dati rilevati nel corso dell'anno 2003 con quelli
rilevati nell'anno 2002.
Per il parametro NO2 anche per l'anno 2003 si evidenzia in prospettiva il
superamento del valore limite annuale per la protezione della salute umana,
come detto sopra tale limite (40 microgrammi per metro cubo di aria) entrerà
in vigore a partire dal 01/01/2010.
Per il parametro del biossido di zolfo SO2 (il D.M. 60/2002 prevede limiti
il cui termine ultimo per il rispetto sarà il 1°/01/2005, con valori elencati
nelle pagine precedenti), l'analisi dei valori medi orari rilevati in Cuneo
ha evidenziato nell'inverno 2002/2003 un progressivo aumento dei picchi
di massima concentrazione. Essendo già noto il possibile contributo proveniente
dall'industria cementiera sita in Borgo San Dalmazzo, ma l'intensificarsi
del numero di eventi ha evidenziato la necessità di attivare nella stazione
di Borgo San Dalmazzo lo strumento per la rilevazione specifica. I dati
rilevati in Borgo San Dalmazzo a partire dal 13/05/2003 hanno da subito
evidenziato una situazione particolarmente preoccupante, in particolare
per il ripetersi di alcuni eventi si supero del valore limite orario di
350 µg/m³ di aria. L'A.R.P.A. ha pertanto deciso di approfondire il fenomeno
a livello locale con la realizzazione di una specifica campagna di monitoraggio,
anche con l'impiego del laboratorio mobile.
In questo studio sono stati approfonditi fra l'altro gli episodi di ricaduta
al suolo di biossido di zolfo e le eventuali correlazioni con la situazione
meteoclimatica evidenziando che i fenomeni di superamento del "valore
limite orario per la protezione della salute umana pari a 350 µg/m³ da non
superare più di 24 volte per anno civile" (17 episodi nel periodo maggio
settembre 2003) riguardano le sole ore caratterizzate da brezza di monte
ed il territorio a Nord dello stabilimento cementiero dell'Italcementi.
Anche tenendo in dovuta considerazione le informazioni raccolte dall'A.R.P.A.
- Dipartimento di Cuneo con le indagini analitiche eseguite sul territorio,
descritte sopra, la parte industriale e l'Amministrazione comunale hanno
stipulato un accordo di programma, che a giudizio dell'ARPA se pienamente
realizzato, potrà portare a registrare un miglioramento, sostanziale della
situazione. Tale protocollo verrà dettagliatamente analizzato nella sezione
dedicata alle azione previste per il futuro del presente documento. Dall'analisi
risulta che negli ultimi mesi dell'anno la concentrazione media ha subito
un radicale ridimensionamento rientrando in prospettiva nei limiti previsti
dalla normativa.
Nelle conclusioni riportate nella relazione dell'A.R.P.A. - Dipartimento
di Cuneo si evidenzia che le problematiche di inquinamento atmosferico relative
al territorio del Comune di Borgo San Dalmazzo sono da attribuirsi principalmente
alle emissioni delle attività industriali a ciclo continuo presenti sul
territorio, al traffico veicolare, ed agli impianti di riscaldamento.
Relazione Anno 2004
Nel mese di marzo 2005 l'Agenzia ha trasmesso il resoconto di sintesi statistica
dei dati rilevati nell'anno 2004 dalla rete provinciale di rilevamento della
qualità dell'aria. La prima parte della relazione analizza in sintesi i
dati rilevati dalle varie centraline nell'anno 2004, suddiviso per ogni
inquinante. Al fine di consentire un giudizio più ampio circa le reali variazioni
sulla qualità dell'aria su scala locale vengono proposte in forma grafica
alcune elaborazioni in cui i risultati relativi al trienni 2002-2004 vengono
confrontati ai limiti di riferimento normativi.
Per il parametro del biossido di zolfo SO2, ricordando quanto si è verificato
nell'anno 2003 descritto sopra, si è riscontrato un miglioramento che, iniziato
già negli ultimi mesi del 2003, è continuato per tutto l'anno 2004, ed ha
fatto si che i valori di SO2 siano stati decisamente inferiori a quelli
corrispondenti agli stessi mesi dell'anno precedente. Per il parametro del
monossido di carbonio CO non si sono rilevate differenze sostanziali rispetto
agli anni precedenti.
Per il parametro dell'ossido e biossido di azoto NO e NO2 - NOX la centralina
di Borgo San Dalmazzo è rappresentativa di una realtà caratterizzata da
importanti attività industriali; proprio a queste si possono attribuire
con buona probabilità i particolari andamenti che presentano valori crescenti
nel periodo maggio - luglio, ed un minimo ad agosto, mese in cui l'attività
industriale è generalmente ridotta per la chiusura degli impianti. Per quanto
riguarda il superamento dei limiti relativamente al valore medio annuo si
può osservare che i valori nel triennio 2002-2004 sono simili e come già
per gli anni scorsi anche per il 2004 si è registrato il superamento del
limite previsto dalla normativa a partire dall'anno 2010.
Nelle conclusioni della prima parte dell'analisi A.R.P.A. emerge che mentre
per alcuni inquinanti quali il monossido di carbonio (CO), il benzene ed
il biossido di zolfo (quest'ultimo non per la realtà di Borgo San Dalmazzo)
non rappresentano più un reale problema per la qualità dell'aria, un discorso
diverso deve essere fatto per altri inquinanti quali ossidi di azoto (NOX),
l'ozono ed il materiale particolato (PM10) (questi ultimi due non attualmente
rilevati nella stazione di Borgo San Dalmazzo). L'ozono è un inquinante
per il quale valori particolarmente elevati si registrano nel periodo estivo
quando l'elevata temperatura e radiazione solare favoriscono la sua produzione
per reazione di inquinanti primari, tra i quali gli ossidi di azoto. Risultati
reali sicuramente richiederanno provvedimenti estesi a più settori e attualmente,
particolarmente difficile da ottenere sembra essere la riduzione della concentrazione
del materiale particolato PM10. Le numerose e diversificate sorgenti dalle
quali questo inquinante deriva, unite alla stretta dipendenza dalle condizioni
meteo climatiche, fanno si che il PM10 non rappresenti soltanto problemi
a livello locale ma a scala molto più ampia.
La relazione A.R.P.A. anno 2004 contiene poi altri due interessanti capitoli;
il primo propone un'analisi dei dati di qualità dell'aria e dell'influenza
dei processi meteorologici rilevati nel triennio 2002-2004 mentre il secondo
propone una valutazione della riduzione delle emissioni da traffico a seguito
di limitazione della circolazione. In questa sezione sono proposte alcune
simulazioni di riduzione delle emissioni da traffico a partire da scenari
di limitazione della circolazione. Dallo studio emerge che in caso di limitazione
della circolazione ad esempio a tutte le autovetture e i veicoli commerciali
antecedenti a euro II e dei motocicli non euro I si avrebbe una riduzione
rispetto allo scenario senza limitazioni di oltre il 50% delle emissioni,
variabile a seconda dei parametri analizzati.
**********************
Pertanto le azioni proposte nel presente piano di azione, al fine di ridurre l'inquinamento atmosferico sono concentrate sulla limitazione del traffico veicolare, sul contenimento delle emissioni degli impianti di riscaldamento ed infine sulla riduzione delle emissioni in atmosfera delle industrie a ciclo continuo presenti sul territorio.
CAPITOLO 4
INQUINAMENTO ACUSTICO
Le problematiche relative all'ambiente non si esauriscono di certo analizzando
le emissioni in atmosfera, un aspetto molto importante per la tutela della
salute è l'inquinamento acustico (cioè il rumore) presente nei centri urbani.
Effetti del rumore sull'uomo
Come già fatto per i parametri ambientali relativi all'inquinamento atmosferico,
di seguito si approfondisce quali effetti nocivi abbia il rumore sul uomo.
Il rumore ha un impatto significativo sulla qualità della vita. In tal senso,
in accordo con la definizione di "salute" del W.H.O. (World Healt
Organization), il rumore è un problema sanitario di massima importanza.
Gli effetti del rumore sono talvolta catastrofici. Per lo più essi sono
transitori, ma esiste un effetto di accumulo per esposizioni ripetute e
prolungate. Sebbene il rumore causi disagio e talvolta dolore, la perdita
dell'udito a causa di esso spesso impiega anni a manifestarsi. Altri effetti
del rumore come disturbi del sonno, il mascheramento delle comunicazioni
e l'impossibilità di godere del proprio tempo libero in pace hanno un notevole
impatto sulla qualità della vita. Inoltre, è stato dimostrato, il rumore
interferisce sia con l'insegnamento dei bambini, diminuisce le prestazioni
su alcuni compiti lavorativi ed accresce i comportamenti antisociali. Sembra
inoltre che il rumore abbia effetti avversi sul generale stato di benessere
nello stesso modo dello stress. Altri effetti sono difficili da evidenziare:
oltre a quelli cardiovascolari, si sono studiati gli effetti sullo sviluppo
fetale con risultati non conclusivi così come sui disturbi mentali.
Analisi della normativa relativa alla materia inquinamento acustico
("Rumore")
La Legge quadro n°447 del 26 ottobre 1995 "Legge quadro sull'inquinamento
acustico" ha stabilito i principi fondamentali in materia di tutela
dell'ambiente esterno ed abitativo dall'inquinamento acustico. Il conseguimento
delle finalità legislative viene ricercato attraverso una duplice strategia
che comprende attività di "prevenzione ambientale" (ovvero classificazione
acustica del territorio comunale, valutazione di impatto ambientale, ecc.)
e di "protezione ambientale" (controllo dei livelli di inquinamento
acustico, piani di risanamento). La Legge quadro individua e definisce in
dettaglio le competenze in materia dei vari enti, sia pubblici che privati.
In tale contesto s'inserisce l'obbligo delle Amministrazioni Comunali di
provvedere alla classificazione del territorio di competenza, attraverso
la definizione di aree acusticamente omogenee. Pertanto una delle competenze
prioritarie del Comune, come indicato dalla Legge 447/95, è la stesura della
classificazione acustica del territorio comunale (zonizzazione). In ambito
regionale, è stata emanata la Legge Regionale n.52 del 20 ottobre 2000 la
quale, in attuazione a quanto previsto dalla Legge n°447 del 26 ottobre
1995, definisce le "Disposizioni per la tutela dell'ambiente in materia
di inquinamento acustico". Detta normativa regionale riveste notevole
importanza in quanto, oltre a disciplinare le competenze dei vari enti (Regione,
Provincia, Comune, ARPA), indica le modalità su come deve essere effettuata
la zonizzazione acustica (art.6) e le procedure di approvazione della classificazione
stessa (art.7). Il Comma 2 dell'art.5 della Legge Regionale citata prevede
che: "entro dodici mesi dalla pubblicazione sul BUR delle linee guida
regionali di cui all'art.3, comma 3, lettera a), i comuni capoluogo di provincia
e quelli con popolazione superiore a 10 mila abitanti predispongono la proposta
di classificazione acustica e avviano la procedura di approvazione di cui
all'art.7"
SITUAZIONE DEL COMUNE
Il Comune di Borgo San Dalmazzo in attuazione delle prescrizione normative
su elencate è dotato della classificazione acustica del territorio comunale
approvata con Deliberazione del Consiglio Comunale n.35 in data 25/09/2003.
In tale documento sono stabiliti anche i livelli massimi di rumore ammissibili
per le varie zone del territorio.
Affiancato al piano di classificazione acustica del territorio comunale
l'Amministrazione comunale ha voluto dotarsi del Regolamento Acustico nel
quale vengono descritte le procedure da applicare per le attività temporanee
o permanenti potenzialmente rumorose.
Per la redazione di entrambi i documenti, la società incaricata ha verificato con idonea strumentazione il livello di rumore presente nei punti più sensibili del territorio comunale. Dallo studio è emerso che la zona di Via Vittorio Veneto - Via Nizza risulta soffrire di un livello di rumore molto elevato dovuto principalmente al traffico veicolare ed alle attività industriali a ciclo continuo presenti nelle zona adiacente a tali strade. Tale problematica è altresì confermata dalle numerose lamentele, segnalazioni ed esposti fatti pervenire dalla popolazione residente nella zona, all'Amministrazione Comunale.
L'A.R.P.A. - Dipartimento di Cuneo ha inviato nel mese di gennaio 2003 una relazione tecnica riguardante la campagna di misure sul rumore da traffico veicolare che l'Area Agenti Fisici del dipartimento ha eseguito nel corso dell'anno 2001 sul territorio del Comune di Borgo San Dalmazzo. In tale relazione si legge "è evidente che i cittadini di Borgo San Dalmazzo siano notevolmente disturbati dal rumore da traffico veicolare" e nelle conclusioni i tecnici dell'Agenzia scrivono "in considerazione dei risultati ottenuti - omissis - pare doveroso raccomandare al Comune di Borgo San Dalmazzo di attivarsi al fine di ridurre l'impatto acustico del traffico veicolare presente in città".
L'abitato di Borgo San Dalmazzo come già descritto nei paragrafi precedenti, presenta due criticità forti: la presenza di uno stabilimento industriale a ciclo continuo per la produzione del cemento, e la presenza di due strade di collegamento internazionale che attraversano da nord a sud la città, costeggiando il centro storico.
È implicito che tutte le azioni che si andranno ad individuare nei paragrafi seguenti oltre al problema dell'inquinamento atmosferico, e quindi delle emissioni in atmosfera dovranno tenere conto della problematica RUMORE sia dovuto alle attività industriali che dovuto al traffico veicolare.
CAPITOLO 5
PIANO DI AZIONE APPROVATO DALLA PROVINCIA DI CUNEO: PROVVEDIMENTI STABILI
DA ADOTTARSI VOLTI A CONTENERE IL RISCHIO DI SUPERAMENTO DEI LIMITI DI QUALITA'
DELL'ARIA
La Provincia di Cuneo con Deliberazione n.6 del Consiglio Provinciale ha
approvato in data 7 marzo 2005 il "Piano D'Azione per la riduzione
del rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme in
materia di qualità dell'aria".
Nel Piano di Azione Provinciale sono inseriti i seguenti obblighi per i comuni:
Tutti i Comuni appartenenti alla Zona di Piano (zona 1, zona 2 e zona 3p) definita dalla Regione Piemonte con D.G.R. 11 novembre 2002, n. 14-7623, provvedono:
• ad individuare misure finalizzate alla razionalizzazione, fluidificazione
e decongestionamento della circolazione; entro sei mesi dall'emanazione
della presente deliberazione, i Comuni della Zona di Piano aventi popolazione
superiore a 10.000 abitanti sono tenuti a relazionare alla Provincia in
merito all'adozione di tali misure;
• all'identificazione, nel caso abbiano popolazione superiore a 10.000 abitanti
(CUNEO, ALBA, BORGO SAN DALMAZZO, BRA, FOSSANO, MONDOVI', SALUZZO E SAVIGLIANO),
di percentuali significative delle strade del centro abitato, pari ad almeno
il 10% del totale delle lunghezze delle stesse, nelle quali attuare limitazioni
totali (zone pedonali) o parziali (ZTL) del traffico. Tali limitazioni devono
essere valide per l'intero anno e applicate per un numero significativo
di ore (almeno 3 ore/giorno), fatto salvo l'accesso ai residenti, ai veicoli
destinati ai servizi di emergenza, sicurezza e trasporto disabili e ai veicoli
elettrici, ibridi, a metano catalizzati, a GPL catalizzati e alle categorie
individuate dal Comune. I suddetti Comuni sono tenuti ad inviare alla Provincia
di Cuneo, entro 6 mesi dalla data di approvazione della presente deliberazione,
documentazione relativa all'individuazione in via definitiva delle porzioni
di territorio comunale interessate da limitazioni della circolazione e alla
tipologia di limitazione adottata (zone pedonali o ZTL, orari di limitazione
del traffico, categorie ammesse alla circolazione in tali aree…).
Al fine di garantire uno sviluppo verso alti livelli di qualità ambientale
di tali aree, i suddetti Comuni devono prevedere ed opportunamente pubblicizzare
che, a partire dal 1.9.2005, nelle zone definite, oltre al divieto di circolazione
appena descritto sarà aggiunto il divieto permanente (intero anno, 24 ore
al giorno) di circolazione per tutti i veicoli non conformi alle normative
EURO II e ai ciclomotori e motocicli a due tempi non conformi alla normativa
EURO I. Tale limitazione, a seguito delle valutazioni che saranno condotte
in merito, sarà rivista nell'arco di 18 mesi, per giungere ad un eventuale
divieto permanente di circolazione per tutti i
veicoli non conformi alle normative EURO III.
Si ritiene opportuno che tali limitazioni siano estese a partire dal 1.9.2006
a percentuali di strade dei centri abitati non inferiori al 20%, nonché
ai veicoli Diesel non dotati di sistemi di contenimento del particolato
e progressivamente coinvolgere verso elevati standard di efficienza ambientale
anche i veicoli dei residenti nelle zone pedonali e nelle ZTL nonché i veicoli
per lo svolgimento delle attività artigianali, di quelli utilizzati per
la distribuzione delle merci e dei veicoli di pubblica utilità;
• ad individuare misure finalizzate alla riduzione dell'uso del mezzo di
trasporto privato individuale a favore di sistemi di trasporto pubblico
(ad esempio la creazione di corsie preferenziali per i mezzi di trasporto
pubblico, l'incentivazione dell'uso collettivo dell'auto, etc.). Entro sei
mesi dall'emanazione della presente deliberazione, i Comuni della Zona di
Piano aventi popolazione superiore a 10.000 abitanti sono tenuti a relazionare
alla Provincia in merito all'adozione di tali misure;
• alla definizione di opportune linee di intervento per la regolamentazione
delle operazioni di distribuzione delle merci nei centri urbani (tipologia
di veicoli idonei, diversificazione di orari ed itinerari, istituzione di
aree di sosta per consentire le operazioni di carico e scarico merci senza
intralciare la viabilità ordinaria) con la finalità di limitare la sovrapposizione
degli orari di distribuzione delle merci con quelli degli spostamenti casa-lavoro.
Entro sei mesi dall'emanazione della presente deliberazione, i Comuni della
Zona di Piano aventi popolazione superiore a 10.000 abitanti sono tenuti
a relazionare alla Provincia in merito all'adozione di tali misure;
• all'effettuazione di periodiche campagne di controllo dei gas di scarico
dei veicoli in circolazione, oltre allo scrupoloso controllo del rispetto
delle prescrizioni della Legge Regionale 7 aprile 2000, n. 43, in tema di
controllo obbligatorio dei gas di scarico dei veicoli (bollino blu);
• a contemplare, in relazione a problemi contingenti, anche azioni minute
quali, ad esempio, la frequenza di pulizia e lavaggio delle strade al fine
di ridurre la risospensione delle polveri o il divieto, nelle zone più congestionate,
di mantenere acceso il motore dei veicoli in caso di soste che si prolungano
per più di tre minuti;
La Provincia di Cuneo provvede:
• a una revisione, al contestuale aggiornamento ed al rilascio degli eventuali
provvedimenti autorizzativi di cui alle istanze presentate ai sensi dell'art.
12 del D.P.R. 203/88 da parte degli insediamenti industriali presenti nella
Zona di Piano, nell'ambito di una complessiva riduzione delle emissioni
inquinanti provenienti dalle attività antropiche presenti sul territorio;
• a rivedere, nell'ambito dell'applicazione della normativa "Integrated
Pollution Prevention and Control" (IPPC), le emissioni dei principali
insediamenti industriali alla luce delle migliori tecnologie disponibili,
così come previsto dal D.Lgs. 372/99;
• a valutare, in tutti i Comuni assegnati alla Zona di Piano, le domande
di autorizzazione per l'installazione, la modifica o il trasferimento di
insediamenti produttivi ed infrastrutture, con particolare attenzione agli
effetti a breve e lungo termine delle nuove emissioni in atmosfera, perseguendo
un bilancio ambientale positivo e fermo restando l'obbligo dell'applicazione
della migliore tecnica e tecnologia disponibili;
• ad adottare, in tutti i Comuni assegnati alla Zona di Piano, tutte le
misure necessarie per garantire lo scrupoloso rispetto delle norme sugli
impianti produttivi, al fine di ridurne le emissioni e di verificarne il
mantenimento entro i limiti autorizzati;
• ad adottare tutte le misure di competenza necessarie a garantire il rispetto
delle norme sugli impianti termici al fine di ridurre i consumi e migliorare
le emissioni;
• a nominare, con successivo apposito atto, il Responsabile della mobilità
dell'area della Zona di Piano (Mobility manager della Zona di Piano) e a
istituire la struttura di supporto e coordinamento tra i responsabili della
mobilità aziendale, affinché le disposizioni dell'art. 3 del Decreto 27
marzo 1998 del Ministero dell'Ambiente trovino applicazione in tutti i Comuni
assegnati alla Zona di Piano;
• a definire, con successivo apposito atto, le indicazioni, concertate con
i Comuni e le associazioni di categoria, per l'esercizio delle fasi di cantiere,
idonee a limitare la formazione, la dispersione e la risospensione delle
polveri e, per i cantieri stradali, anche ad evitare gli ingorghi e/o la
congestione del traffico;
• a concertare con le imprese maggiormente significative per l'emissione
di polveri e di ossidi di azoto, mediante la stipula di appositi accordi,
particolari regimi di esercizio degli impianti (sia termici che produttivi)
che consentano la riduzione delle emissioni per periodi limitati e le modalità
per l'attivazione di tali regimi quando nelle Zone di Piano si verifichino
reiterati superamenti dei limiti o delle soglie di allarme stabiliti dal
D.M. 2 aprile 2002 n. 60. Analogamente, qualora si renda necessario anche
per altri parametri inquinanti, quali ossidi di zolfo e monossido di carbonio,
si provvederà a tal fine.
I Comuni e la Provincia provvedono ad accelerare e favorire la sostituzione
dei combustibili utilizzati negli impianti di riscaldamento e climatizzazione
ambienti individuati nel DPCM 8 marzo 2002 (agglomerati di lignite; carbone
da vapore; coke metallurgico e da gas; antracite, prodotti antracitosi e
loro miscele; olio combustibile ed altri distillati pesanti di petrolio;
emulsioni di acqua - olio combustibile o acqua - altri distillati pesanti
di petrolio) e prevista dallo stesso decreto per il 01/09/2005, fatto salvo
l'utilizzo dell'antracite, prodotti antracitosi e loro miscele per gli impianti
di potenza termica nominale complessiva inferiore a 35 KW e nelle stufe
per singoli locali. Tali combustibili possono infatti contribuire in modo
significativo all'inquinamento atmosferico all'interno delle Zone di Piano.
I Comuni e la Provincia stabiliscono le specifiche nell'ambito dei contratti
di servizio per il trasporto pubblico locale in modo tale da promuovere
il rinnovo del parco con mezzi elettrici, ibridi, a metano catalizzati,
a GPL catalizzati nonché l'incremento, la continuità e la funzionalità del
servizio alla luce delle limitazioni introdotte per il traffico individuale.
I Comuni e la Provincia promuovono nelle attività produttive, loro consorzi
e associazioni, lo sviluppo di sistemi di conferimento delle materie prime
e di trasporto dei prodotti caratterizzati dall'utilizzo di veicoli con
ridotti livelli di emissione, da itinerari ed orari a minor impatto sul
traffico locale.
Al fine dell'applicazione delle disposizioni di cui all'art. 3 del Decreto
27 marzo 1998 del Ministero dell'Ambiente, nonché dell'attuazione del Piano
stralcio 5 approvato con la L.R. n. 43/2000, tutte le imprese e gli enti
con più di trecento dipendenti insediate nei Comuni assegnati alla Zona
di Piano devono predisporre il piano di spostamento casa-lavoro del proprio
personale finalizzato alla riduzione dell'utilizzo dei mezzi individuali
di trasporto ed a una migliore organizzazione degli orari per limitare la
congestione del traffico.
CAPITOLO 6
ATTUAZIONE PIANO DI AZIONE PROVINCIALE
PROVVEDIMENTI STABILI DA ADOTTARSI, PER IL COMUNE DI BORGO SAN DALMAZZO,
VOLTI A CONTENERE IL RISCHIO DI SUPERAMENTO DEI LIMITI DI QUALITÀ DELL'ARIA
I dati sulla qualità dell'aria del Comune di Borgo San Dalmazzo forniti
dall'ARPA - Dipartimento di Cuneo sono molto precisi e dettagliati e le
relazioni conclusive agli stessi trasmesse in più occasioni dall'Agenzia
Regionale individuano chiaramente le cause primarie dell'inquinamento atmosferico
di cui soffre il Comune.
Le stesse cause sono da attribuirsi al problema dell'inquinamento acustico
presente nell'abitato.
Queste cause si possono riassumere nei seguenti fattori:
» traffico veicolare;
» attività industriali a ciclo continuo;
» impianti di riscaldamento;
Dopo aver analizzato il vasto quadro normativo che disciplina la materia, compreso il piano di azione recentemente approvato dalla Provincia di Cuneo, l'Amministrazione Comunale ha deciso di intervenire con azioni concrete, strutturate nel tempo, ed in alcuni campi già condivise da tutte la parti coinvolte.
Le azioni previste si possono sintetizzare come seguono:
Attività industriali
• sottoscrizione di un protocollo d'intesa con la Società Italcementi S.p.a.
per la riduzione delle emissioni in atmosfera;
• piano di abbattimento del rumore prodotto dalla Società Italcementi S.p.a.;
• autorizzazione ambientale integrata IPPC della Società Italcementi S.p.a.;
• realizzazione da parte della Società Italcementi s.p.a. della viabilità
alternativa di accesso allo stabilimento.
Traffico veicolare:
• individuazione delle misure finalizzate alla razionalizzazione, fluidificazione
e decongestionamento della circolazione nonché alla riduzione dell'uso del
mezzo di trasporto privato a favore di sistemi di trasporto "ad emissioni
zero", individuazione di parcheggi intorno alle aree di maggior afflusso
veicolare;
• identificazione di numerose strade e aree sulle quali attuare limitazioni
al traffico di vario genere al fine di ottemperare a quanto previsto dal
Piano Provinciale (10% del totale delle lunghezze delle strade, nelle quali
attuare limitazioni totali (zone pedonali) o parziali (ZTL) del traffico);
• individuazione nella programmazione urbanistica di numerose piste ciclabili;
• effettuazioni di controlli scrupolosi del rispetto delle prescrizioni
della L.R. 7/04/2000, n.43 in tema di controllo
• obbligatorio dei gas di scarico;
• razionalizzazione della pulizia delle strade mediante istituzione di calendario
mensile per il lavaggio e la pulizia;
• individuazione nella programmazione urbanistica della viabilità alternativa
a quella passante per il capoluogo;
• individuazione e definizione con gli Enti territorialmente competenti
delle procedure, tempi realizzazione, ripartizione dei costi per la realizzazione
della viabilità di attraversamento del territorio comunale alternativa a
quella esistente nel centro abitato;
Impianti di riscaldamento:
• accelerazione della sostituzione dei combustibili utilizzati negli impianti
di riscaldamento e climatizzazione degli ambienti individuati nel D.P.C.M.
08/03/2002 (agglomerati di lignite; carbone da vapore; coke metallurgico
e da gas; antracite, prodotti antracitosi e loro miscele; olio combustibile
ed altri distillati pesanti di petrolio; emulsioni di acqua - olio combustibile
o acqua - atri distillati pesanti di petrolio) e prevista dallo stesso decreto
per il 1° settembre 2005 (salvo casi particolari);
Nei capitoli seguenti vengono analizzate, suddivise per schede d'intervento, le azioni attuate, in corso di attuazione e da attuare previste dall'Amministrazione comunale.
CAPITOLO 7
FONTE D'INQUINAMENTO - ATTIVITÀ INDUSTRIALI
scheda 1 - Industria a ciclo continuo per la produzione del cemento - protocollo d'intesa sulla riduzione delle emissioni in atmosfera
scheda 1.1 - Industria a ciclo continuo per la produzione del cemento - piano di abbattimento del rumore
scheda 1.2 - Industria a ciclo continuo per la produzione del cemento - autorizzazione Ambientale Integrata - IPPC
scheda 1.3 - Industria a ciclo continuo per la produzione del cemento - Convenzione con l'Italcementi s.p.a. per concessione servitù di escavo e convezione per la realizzazione di un tratto viario di accesso allo stabilimento italcementi
SCHEDA 1
Ufficio competente
SERVIZIO AMBIENTE
Oggetto: Fonte di inquinamento "Industriale" - società ITALCEMENTI S.p.a.
Il Comune di Borgo San Dalmazzo all'inizio dell'anno 2003 ha richiesto alla società Italcementi S.p.a. di approfondire le problematiche ambientali inerenti le emissioni in atmosfera dello stabilimento adibito alla produzione di cemento esistente nei pressi dell'abitato del capoluogo. Dopo alcune riunioni preparatorie nelle quali sono stati coinvolti anche la Provincia di Cuneo e l'A.R.P.A. - Dipartimento di Cuneo si è giunti alla sottoscrizione di un documento denominato "PROTOCOLLO D'INTESA TRA IL COMUNE DI BORGO SAN DALMAZZO E L'ITALCEMENTI S.P.A. PER LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA". Nel documento viene analizzata la situazione attuale dello stabilimento dal punto di vista delle emissioni in atmosfera, la situazione normativa attuale e futura, e sono stati previsti gli interventi che la società cementiera dovrà attuare per ridurre le emissioni in atmosfera. Di seguito vengono riportati nello specifico i contenuti del protocollo d'intesa:
Analisi della situazione attuale:
La cementeria denuncia in origine, ai sensi del DPR 203/88, 36 punti di
emissione convogliati, dei quali tuttavia 10 risultano temporaneamente inattivi:
• frantoio scisto (emissione 1)
• essiccatore scisto (emissione 18)
• ex reparto calce (emissioni 28, 29, 31, 32 e 33)
• caldaie preriscaldo (emissioni 34, 35 e 36)
Risulta altresì temporaneamente inattivo il forno 2 di cottura del clinker,
limitando il punto di emissione 7 al solo molino crudo 3.
Restano pertanto attivi 26 punti di emissione, ripartiti come di seguito
descritto.
Molini di macinazione della miscela cruda
I tre molini del crudo, punti di emissione 2, 3 e 7, emettono polveri e
gas di combustione provenienti da altrettanti fornelli a metano che forniscono
il calore necessario all'essiccazione delle materie prime.
Forni di cottura del clinker
I tre forni in funzione 1, 3 e 4, rispettivamente punti di emissione 6,
8 e 9, emettono polveri, fumi di processo provenienti dalla decarbonatazione
della farina cruda e gas di combustione provenienti dai bruciatori a combustibile
solido.
Molini di macinazione del cemento
I cinque molini del cotto, punti di emissione 11-17, emettono polveri, fatta
eccezione per il molino 4 (emissioni 15 e 16), ad uso promiscuo, che durante
le campagne a crudo emette gas di combustione provenienti da un fornello
a metano.
Trasporti interni e spedizione prodotti.
I rimanenti 13 punti di emissione sono relativi alla depolverazione dei
trasporti interni di materie prime, intermedi e prodotti finiti, fino alla
spedizione.
I valori di polverosità rilevati ai camini durante gli autocontrolli periodici e in occasione di ripetute campagne di misura condotte dall'ARPA sono del tutto tranquillizzanti rispetto ai limiti di emissione vigenti e sostanzialmente in linea con il livello emissivo riportato nel BAT Reference Document per l'industria del cemento (20-30 mg/Nm3, 10% O2, fumi secchi) che costituisce il riferimento di prestazione sulla base del quale fissare i nuovi limiti di emissione, validi a partire dall'1 gennaio 2008.
Le emissioni dei camini 2, 3, 7, 15 e 16 (molini di macinazione della miscela cruda e molino promiscuo) sono caratterizzate da emissioni assolutamente trascurabili per concentrazione e flusso di massa di inquinanti gassosi provenienti dalla combustione principalmente di metano.
Le emissioni dei camini 6, 8 e 9 (forni di cottura del clinker attivi) sono caratterizzate dalla presenza, oltre a polveri inerti, di fumi di processo e gas di combustione, principalmente SO2 e NOx. Sono sottoposte a autocontrolli periodici sistematici e a occasionali campagne di misura condotte dall'ARPA. Le emissioni di SO2 rilevate sono tranquillizzanti rispetto ai limiti di emissione vigenti ma non sempre confrontabili con il livello emissivo riportato nel BAT Reference Document per l'industria del cemento (200-400 mg/Nm3, 10% O2, fumi secchi). Le emissioni di NOx rilevate sono tranquillizzanti rispetto ai limiti di emissione vigenti e sono sostanzialmente in linea con il livello emissivo ottenibile con misure primarie di riduzione (1200 mg/Nm3, 10% O2, fumi secchi) così come riportato nel BAT Reference Document per l'industria del cemento. Infatti ad oggi non esistono tecniche secondarie disponibili per l'abbattimento degli ossidi di azoto applicabili alla specifica tipologia di forno installato nella cementeria.
La normativa in materia
Le emissioni in atmosfera della cementeria di Borgo San Dalmazzo sono disciplinate
dal D.P.R. 203/88 e successivi decreti attuativi. Con il D.Lgs. 372/99 è
stata recepita la Direttiva Europea 96/61 cosiddetta IPPC (integrated Polluttion
Prevention and Control), che rivede completamente l'approccio alle problematiche
ambientali delle attività industriali. Per ciascun settore industriale rientrante
nel campo di applicazione è stato definito o è in corso di definizione presso
l'Unione Europea un documento di riferimento chiamato Bref, ovvero BAT Reference
Document. In questo documento, già finalizzato per il settore del cemento,
sono descritte le migliori tecniche disponibili (Best Available Techniques,
BAT) per il contenimento dell'inquinamento, con particolare attenzione a
polveri, biossido di zolfo e ossidi di azoto. In applicazione del D.Lgs.
372/99 le BAT applicabili devono essere adottate entro il 31 dicembre 2007,
a seguito di specifica Autorizzazione Integrata rilasciata dall'Ente competente,
in questo caso la Provincia di Cuneo.
Nel Bref le singole tecniche di abbattimento delle emissioni sono correlate
ai livelli emissivi tipicamente ottenibili, da non confondersi con i limiti
di emissione ad essi correlati.
Con riferimento al Bref, le BAT applicabili alla tipologia di processo produttivo
(forni di cottura) della cementeria di Borgo San Dalmazzo sono di seguito
riportate.
Polveri
filtri elettrostatici
filtri a tessuto
mirati all'ottenimento di un livello emissivo di 20-30 mg/Nm3.
Biossido di zolfo (SO2)
addizione di assorbente chimico (es. idrossido di calcio)
mirata all'ottenimento di un livello emissivo di 200-400 mg/Nm3.
Ossidi di azoto (NOx)
bruciatori Low-NOx
mirati all'ottenimento di un livello emissivo di circa 1200 mg/Nm3.
I valori citati sono calcolati sugli effluenti secchi e riferiti ad un tenore di ossigeno pari al 10 %. Le altre tecniche di riduzione citate nel Bref non sono applicabili o adatte al caso specifico.
Azioni previste per il futuro
Il Comune di Borgo San Dalmazzo e l'Italcementi S.p.A. hanno ritenuto necessario,
per la migliore definizione e per la corretta gestione di quanto previsto
dal protocollo d'intesa, nonché per l'esame dei progetti in programma, istituire
un tavolo tecnico composto dal Comune, dalla Provincia di Cuneo, in qualità
di soggetto abilitato al rilascio delle autorizzazioni in materia ambientale,
e dall'A.R.P.A. - Dipartimento di Cuneo, quale organo deputato al controllo.
La Direzione della Cementeria, per migliorare le prestazioni ambientali
dello stabilimento ha inteso prendere come riferimento la cosiddetta "IPPC",
recepita in Italia con il D.Lgs. 372/99 ed in particolare riconosce come
obiettivi di qualità le tecniche di abbattimento delle emissioni applicabili
e i conseguenti livelli emissivi ottenibili riportati nel capitolo 1.5 del
Bref intitolato "Best Available Techniques for cement industry"
I soggetti componenti il tavolo tecnico sono pervenuti, in comune accordo,
all'elaborazione delle linee per la definizione del protocollo d'intesa
che si elencano di seguito:
la Direzione della cementeria s'impegna a dare attuazione al piano per il progressivo miglioramento delle condizioni d'esercizio del proprio stabilimento per una migliore tutela della qualità dell'aria ai fini della protezione della salute umana e dell'ambiente del territorio circostante, in anticipazione dell'applicazione dei contenuti della normativa di settore. In particolare la Direzione delle cementeria s'impegna a monitorare in continuo le emissioni di polveri NOx SO2 attraverso un sistema di misurazione che dovrà essere predisposto ad una logica di accesso remoto ai dati raccolta secondo procedure concordate con l'ARPA - Dipartimento di Cuneo.
Alla luce di quanto sopra riportato si elencano i seguenti interventi di riduzione delle emissioni, suddivisi su tre livelli temporali: immediato, breve e medio termine.
L'Italcementi eseguirà da subito i seguenti interventi:
• rinuncia definitiva ai punti di emissione attualmente temporaneamente
inattivi, sopra citati;
• limitazione in portata e carico inquinante massimo dell'emissione 7, con
dismissione del forno 2;
• conversione definitiva delle utenze a metano, con adozione di limiti di
emissione congrui;
• adozione di in limite interno per le polveri pari a 20 mg/Nm3 per il filtro
del molino cotto 5 (emissione 17), convertito da elettrofiltro in filtro
a maniche;
• adozione di un limite interno per le polveri pari a 10 mg/Nm3 per i filtri
di lavaggio o che trattano fumi a temperatura ambiente, a seguito del completamento
della trasformazione dei filtri da scuotimento meccanico a pulizia pneumatica.
Questi interventi riducono il flusso di massa autorizzato a 17,6 kg/h di
polveri, 116,6 kg/h di SO2 e 380,1 kg/h di NOx. La tabella 2 mostra l'assetto
emissivo corrispondente.
A breve termine (entro fine 2003) l'Italcementi prevede l'effettuazione
di prove di abbattimento di SO2 al camino del forno 4 con la tecnica detta
"lime injection", ovvero l'aggiunta di un assorbente chimico (calcare,
calce o bicarbonato sodico) polverizzato o in sospensione acquosa nelle
torri di condizionamento (vedi schema allegato). Il buon esito della sperimentazione
è preliminare all'implementazione dell'impianto di abbattimento agli altri
forni di cottura (forno 3 nel 2004 e forno 1 nel 2005). Ciò dovrebbe consentire
emissioni di SO2 nettamente entro i livelli riportati nel Bref, con adozione
di un limite interno pari a 400 mg/Nm3, ma con prestazioni emissive ragionevolmente
più confortanti. Entro il 2004 si prevede anche la modifica dell'elettrofiltro
del molino crudo 3 (emissione 7) in filtro a maniche, con conseguente abbassamento
del limite interno per le polveri a 20 mg/Nm3.
La riduzione conseguente del carico inquinante porterebbe il flusso di massa
di polveri a 16,4 kg/h e di SO2 a 79,2 kg/h.
A medio termine (2005-2006) l'Italcementi prevede il revamping dell'impianto di macinazione combustibile solido e trasporto ai bruciatori. Ad oggi il combustibile solido viene macinato e alimentato ai bruciatori monoflusso in "ciclo diretto": tutta la produzione dei molini di macinazione va direttamente al bruciatore, con tutta l'aria di trasporto. E' prevista l'apertura del ciclo, con realizzazione di tre nuovi punti di emissione (uno per molino-forno), l'installazione di una tramoggia intermedia di dosaggio per il polverino e di tre nuovi bruciatori triflusso. Ciò consente migliore controllo dell'alimentazione di combustibile e maggiore regolarità di marcia dei forni, con benefici effetti anche sulle emissioni di SO2 e sul funzionamento degli elettrofiltri, ma soprattutto drastica riduzione dell'aria primaria di combustione e conseguente abbattimento della formazione di NOx. Ciò dovrebbe consentire la fissazione di un limite interno pari a 1200 mg/Nm3 per gli ossidi di azoto, pur prevedendo livelli emissivi ben inferiori, e 30 mg/Nm3 per le polveri.
4. Monitoraggio delle emissioni
Attualmente la cementeria è sottoposta a monitoraggio periodico annuale
relativamente ai filtri di processo, cioè molini del crudo, forni, e molini
del cotto.
A partire dal 2004 l'Italcementi prevede il seguente schema di monitoraggio:
• monitoraggio in continuo dei forni (emissioni 6, 8 e 9) relativamente
a polveri, SO2 e NOx;
• installazione di sensori di allarme polverosità non quantitativi sui filtri
di processo (molini crudo e cotto);
• monitoraggio discontinuo annuale di tutti i restanti punti di emissione;
• sostituzione e ammodernamento delle centraline esterne di monitoraggio
della polverosità (PM 10).
Stima e risultati delle azioni
Gli interventi previsti, la cui priorità è individuata in base alle esigenze
specifiche del territorio e alla fattibilità tecnica, sono in linea con
i principi della normativa IPPC, consentendo la fissazione di limiti interni
di emissione pari al massimo dei livelli emissivi proposti dal BAT Reference
Document. Si sottolinea inoltre che l'adozione di limiti riferiti al 10%
di ossigeno nei fumi secchi è ancor più vincolante nel caso della cementeria
di Borgo San Dalmazzo, i cui fumi sono caratterizzati da un contenuto di
umidità almeno del 10% in volume e da un tenore di ossigeno circa dell'11%.
| limite attuale (1) | limite interno proposto (2) | |
|---|---|---|
| polveri elettrofiltri | 50 | 30 |
| polveri filtri a tessuto di processo | 20 | 20 |
| polveri filtri a tessuto di lavaggio | 20 | 10 |
| SO2 forni | 600 | 400 |
| NOx forni | 1800 | 1200 |
| SO2 caldaie molini | 600 | 35 |
| NOx caldaie molini | 1800 | 350 |
I risultati in termini di emissioni misurate sono da valutare nel tempo ad opera del proposto tavolo tecnico.
SCHEDA 1.1
Ufficio competente
SERVIZIO AMBIENTE
Oggetto: Fonte di inquinamento: "inquinamento acustico industriale"
- Società ITALCEMENTI S.p.a.
Nella predisposizione della classificazione acustica comunale, l'Amministrazione Comunale ha ritenuto importante coinvolgere le attività industriali presenti sul territorio, soprattutto per capire le prospettive di sviluppo aziendale, e quindi le eventuali necessità di ampliamenti o modernizzazione degli impianti che in qualche modo andassero ad interessare la problematica del rumore emesso dagli impianti stessi.
Dalle riunioni svolte nel corso dell'autunno 2002 con le società Cometto, Bertello, Agrimontana, A.C.S.R./Marco Polo, ed Italcementi è emerso un quadro abbastanza tranquillizzante per quelle che sono le problematiche del rumore emesso dagli impianti e dalle attività delle citate ditte tranne che per gli impianti Italcementi. Per tale attività Industriale l'Amministrazione Comunale ha richiesto alla Società uno studio approfondito l'attuazione di tutte le azioni necessarie al fine della riduzione del rumore emesso dagli impianti cementieri.
In risposta alle richieste dell'Amministrazione Comunale volte alla riduzione
del rumore esistente nelle zone adiacenti allo stabilimento industriale,
la Società Italcementi S.p.a. ha prodotto in data 23/12/2002 un piano di
risanamento acustico nel quale sono previsti numerosi interventi volti a
ridurre il rumore emesso dagli impianti siti in Regione Italcementi. Occorre
precisare, altresì, che per una corretta analisi del problema i fattori,
che contribuiscono ad alimentare il rumore presente nelle aree residenziali
di Via Nizza e del versante della collina di Monserrato prospettante gli
impianti a ciclo continuo per la produzione di cemento, sono molteplici.
I più rilevanti sono, appunto gli impianti della società Italcementi, e
il traffico veicolare di passaggio lungo Via Nizza, in particolare quello
degli autocarri. Le azioni relative al traffico verranno analizzate nelle
prossime schede.
Di seguito si riporta quanto previsto nel piano per la riduzione del rumore
prodotto dall'Italcementi S.p.a. in data 23/12/2003 prot. n.17'733:
Valutazione della situazione attuale
L'impatto acustico della cementeria è stato valutato mediante appositi software
di valutazione di impatto acustico in grado di elaborare la propagazione
del suono secondo le norme internazionali ISO 9613 1-2. È stato pertanto
prodotto un grafico nella quale si stima l'impatto acustico attuale della
cementeria. Tale situazione risulta sostanzialmente confermata dalle varie
rilevazioni fatte per la predisposizione della classificazione acustica
del territorio.
Interventi previsti
La modellizzazione delle emissioni sonore della cementeria ha consentito
di individuare le sorgenti di rumore prevalenti, con particolare riferimento
alla zona della collina di Monserrato. Per queste emissioni sono stati elaborati
gli interventi di insonorizzazione che riguardano i seguenti Reparti:
- Reparto macinazione miscela cruda;
- Reparto cottura clinker;
- Reparto macinazione cemento;
- Reparto silos cemento.
Il tempo massimo per il completamento degli interventi è stato stimato entro
il 2004.
Valutazione dei risultati
I risultati degli interventi dovranno essere valutati mediante una campagna
di misura presso i ricettori sensibili siti lungo via Nizza e sulla Collina
di Monserrato. A seguito di tali campagne di misura si valuterà quali ulteriori
interventi attuare.
In via preventiva i risultati ottenibili sono stati stimati dalla società
Italcementi ed elaborati nei grafici allegati al piano prodotto dalla società
cementiera dal quale emerge una riduzione complessiva di rumore verso l'abitato
di Borgo San Dalmazzo e in particolare il raggiungimento di valori inferiori
ai 45 dB(A) (come contributo della cementeria) nelle zone collinari poste
al di sopra dello stabilimento.
La Direzione della cementeria ha recentemente confermato che una parte
consistente dei lavori sono già stati realizzati. I risultati pratici di
tale lavoro sono apprezzabili dal piazzale del Santuario di Monserrato dove
la percezione del rumore proveniente dal versante della collina rivolto
verso la valle Gesso è fortemente diminuita.
In sede di rilascio dell'Autorizzazione Ambientale Integrata IPPC (descritta
nella scheda seguente) sono state richieste nella prima conferenza dei servizi
alcune integrazioni sugli interventi in progetto non ancora eseguiti.
Per avere una valutazione tecnica oggettiva dei risultati attenuti con i
lavori su descritti si dovrà attendere il termine degli interventi stessi,
e quindi avviare una campagna di misura strumentale.
SCHEDA 1.2
Ufficio competente
SERVIZIO AMBIENTE
Oggetto: Fonte di inquinamento "Industriale": Società ITALCEMENTI
S.p.a. - Autorizzazione Ambientale Integrata IPPC
La società Italcementi ha prodotto alla Provincia di Cuneo in qualità di
Ente autorizzante la richiesta di autorizzazione integrata ambientale ai
sensi del D.Lgs. 372/99 come modificato ed aggiornato dal D.Lgs. 59/2005.
Tale autorizzazione riveste tutti settori che riguardano l'ambiente e cioè:
- bilancio energetico dell'impianto;
- emissioni in atmosfera;
- scarichi idrici;
- gestione dei rifiuti;
- inquinamento acustico;
La prima conferenza dei servizi si è svolta il 2 maggio 2005; in tale sede sono state richieste alla società Cementiera numerose integrazioni, studi ed analisi volti a capire quali siano realizzabili per l'impianto tra le migliori tecniche disponibili descritte nelle BREF - BAT.
Le Amministrazioni coinvolte rimangono quindi in attesa della documentazione integrativa richiesta in sede di conferenza al fine di poter correttamente esprimere il proprio parere, anche in funzione del protocollo d'intesa sottoscritto tra il Comune di Borgo San Dalmazzo e la Società Italcementi, descritto prima.
SCHEDA 1.3
Ufficio competente
SERVIZIO LL.PP. - GESTIONE STRADE E PATRIMONIO
Oggetto: Fonte di inquinamento "Industriale": Società ITALCEMENTI
S.p.a. - Convenzione con l'Italcementi s.p.a. per concessione servitù di
escavo e convezione per la realizzazione di un tratto viario di accesso
allo stabilimento italcementi
Il Consiglio Comunale, con deliberazione n° 21 in data 6.5.2004, approvava il Piano di azione per la riduzione delle emissioni in atmosfera ai sensi dell'art. 7 del Decreto Leg.vo 4.8.1999, n°351, individuante una serie di azioni puntuali, da realizzare ad iniziativa del Comune di Borgo San Dalmazzo, tutte finalizzate a migliorare la qualità dell'aria e, in generale a incidere significativamente, con più interventi tra loro correlati, sulle più importanti criticità ambientali locali. Vi venne perciò inserita, tra l'altro, la previsione di un provvedimento comunale di chiusura al transito agli autocarri aventi massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate lungo il tratto Via Nizza e Via Vittorio Veneto, tratto assai compromesso dal punto di vista ambientale per gli alti livelli di rumorosità e di emissioni da scarichi - anche correlati alla presenza di edifici scolastici, sanitari ed ospitanti servizi vari di pubblica utilità -, e per le forti vibrazioni arrecate agli stabili dal passaggio dei mezzi pesanti. A fronte di detta previsione la Soc. Italcementi ha per un verso proposto in via cautelativa ed al solo fine di non incorrere nella decadenza dai termini di legge, un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso il Piano di Azione, di fatto ininfluente ai fini dell'efficacia di quest'ultimo, stante anche la preclusione manifestata dal Comune di Roccavione con nota 5.7.2004 al transito sul proprio territorio degli automezzi dell'Azienda. Per altro l'Azienda ha maturato l'intendimento di garantire a servizio del locale Stabilimento una viabilità privata indipendente individuata in ambito territoriale proprio e confluente con il tratto Via della Necropoli. Da ciò è scaturita richiesta da parte dell'Azienda - a fronte del necessario onere finanziario da aggiungersi agli investimenti emergenti dal Protocollo d'Intesa descritto nella precedente scheda 1, tutti ragionevolmente assumibili soltanto se iscritti in un piano di sviluppo dello Stabilimento di medio periodo -, di vedersi assicurato un approvvigionamento del materiale cavato di durata ultraventennale. A seguito, dunque, dei numerosi incontri intercorsi fra Italcementi e Comune in merito alle suddette problematiche si è pervenuti a definire due accordi, formalmente separati ma di fatto traenti origine da un accordo generale il cui presupposto è il riconoscimento, da parte del Comune, della presenza dello Stabilimento Italcementi per il tessuto economico locale ma in conformità ad un processo di sviluppo sostenibile idoneo a salvaguardare in egual modo tanto il fattore economico quanto quello ambientale. Esso disciplina gli elementi più importanti delle relazioni tra le parti in una prospettiva polidecennale.
Il primo accordo approvato dal Consiglio Comunale in data 07/07/2005 con
deliberazione n.26, e la sottoscrizione di una convenzione, da stipularsi
con l'Italcementi, per la concessione di servitù d'escavo sui terreni di
proprietà del Comune di Borgo San Dalmazzo siti nel territorio del Comune
di Valdieri facenti parte della Cava Monte Cros, recante le seguenti clausole
essenziali:
- risoluzione della concessione in essere;
- attribuzione, a beneficio dei circostanti terreni in proprietà dell'Italcementi
di un diritto di servitù di escavo sui terreni di proprietà comunali già
oggetto di concessione;
- scadenza contrattuale: 31.12.2025.
-corrispettivi a favore del Comune:
a) euro 1.066.000,00 da versarsi un due rate nell'anno 2006 per servitù
d'escavo.
b) euro 42.000,00 annue oltre all'ISTAT per la disponibilità dei terreni
di uso civico.
La parte di corrispettivo relativo alla servitù d'escavo verrà utilizzato
dall'Amministrazione Comunale per co-finanziare la strada della discarica
la cui realizzazione e di competenza provinciale.
Il secondo accordo regola l'attuazione di un nuovo percorso viario dipartente dallo Stabilimento, che sarà realizzato, per il tratto iniziale in ambito proprio, a cura e spese della Società, e per il secondo tratto, a cura del Comune, che costruirà, sull'esistente viabilità pubblica due incroci a rotatoria, oltre all'allargamento e sistemazione della Via della Necropoli.
L'utilità di tale nuovo asse viario è del tutto evidente. Infatti esso
consente di sottrarre il traffico pesante dell'Italcementi dall'Abitato
della Città, con acquisizione di importanti benefici in termini ambientali
(emissioni, rumore, sicurezza, sollecitazioni strutturali, ecc).
Al contempo l'intervento assicura un razionale, sicuro e definitivo percorso
viario pubblico dipartente dalla Via Necropoli sino all'Incrocio con la
Via Fontanelle assai utile per il traffico veicolare locale ed extralocale.
Entrambi gli accordi su descritti verranno ripresi nel prossimo capitolo 8 scheda 2B e 2C dove sono trattati gli interventi previsti sulla viabilità.
CAPITOLO 8
FONTE D'INQUINAMENTO - TRAFFICO VEICOLARE
scheda 2 - TRAFFICO
scheda 3 - AREE DI SOSTA
scheda 4 - PISTE CICLABILI
scheda 5 - CONTROLLO GAS DI SCARICO
scheda 6 - PULIZIA DELLE STRADE
SCHEDA 2
Ufficio competente
CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE
UFFICIO TECNICO COMUNALE
Oggetto: Fonte di inquinamento - "TRAFFICO"
Analisi della situazione attuale
Piano Urbano del Traffico
Il Nuovo Codice della strada, di cui al Decreto legislativo 30 aprile 1992
n.285, fissava le direttive per la redazione, l'adozione e l'attuazione
dei Piani Urbani del Traffico (P.U.T.) da parte dei Comuni con popolazione
superiore a 30'000 abitanti (art.36, comma 1) tra i quali è compreso il
Comune di Cuneo.
La Regione Piemonte, con deliberazione del Consiglio Regionale n.249 - 9547 in data 18 giugno 1996, ha indicato il Comune di Borgo San Dalmazzo tra i Comuni della Regione, superiori ai 10'000 abitanti ed inferiori ai 30'000 abitanti, obbligati alla redazione del P.U.T..
La Regione, inoltre, ha definito le aree finitime ed i Comuni capofila delle stesse cui è demandata la redazione del P.G.T.U., tenuto conto tanto delle direttive fissate dal Codice della Strada di cui al precisato D.Lgs.vo 285/1992, quanto del deliberato assunto dal Consiglio Regionale del Piemonte in data 18 aprile 1996.
Con la deliberazione del Consiglio Regionale 24 novembre 1998 n.506 n.14260 è stata individuata la conurbazione di Cuneo - Borgo San Dalmazzo per la quale il Comune di Cuneo è risultato capofila.
Al riguardo il Comune di Cuneo ad il Comune di Borgo San Dalmazzo hanno siglato un "Accordo di programma" di cui alla deliberazione della Giunta Comunale n.31 del 16/01/1997.
Il Piano Urbano del Traffico è stato adottato definitivamente dal Comune con Deliberazione Consiliare n.54 in data 29/11/2001.
Le problematiche relative al Viabilità analizzate nel Piano Urbano del Traffico del 2001 evidenziano come per le sei radiali di penetrazione al Centro si determina per l'ora di punta del mattino un flusso complessivo di circa 4800 veicoli, con una distribuzione uniforme tra ingresso e uscita, per l'ora di punta della sera un flusso superiore, pari a circa 5'700 veicoli, con prevalenza di traffico in uscita.
In dettaglio nelle ore di punta i flussi bidirezionali più consistenti,
superiori a 1'200 veicoli/ora nella massima punta, si riscontrano in Via
Nizza, dove i si registra un picco di 1'600 veicoli/ora, e in Corso Barale;
in entrambi i casi i flussi al mattino sono inferiori, e pari rispettivamente
a 1'100 e 800 veicoli/ora.
Valori compresi tra 900 e 1'000 veicoli/ora si riscontrano in Via Matteotti
e valori compresi tra 300 e 700 veicoli/ora si registrano in Corso Mazzini,
Via Boves, Via Cavour e Via Madonna del Campo. Sulle altre strade urbane
all'esterno del centro si determinano nelle ore di punta flussi compresi
tra 1'000 e 1'200 veicoli/ora in Via Lovera e in Via Vittorio Veneto nel
tratto più esterno di collegamento tra Via Nizza e Via Matteotti.
Dall'analisi incrociata di origine e destinazione si definisce il traffico
interno al Comune che presenta sia origine che destinazione all'interno
del Comune, il traffico di scambio tra l'esterno del Comune, il traffico
di attraversamento del Comune che presenta sia origine che destinazione
esterne al Comune, ma che gravita sulla viabilità cittadina.
Il traffico interno rappresenta il 20% e il traffico di scambio il 43% per
un totale di traffico che risulta essere specifico del Comune di 63%; il
traffico di attraversamento rappresenta quindi il 37%.
Il 73% del traffico di scambio interessa il Comune, Cuneo e gli altri Comuni
della I corona, e il 60% del traffico di attraversamento del Comune interessa
Cuneo.
In tutte le sezioni si determina una prevalenza del traffico specifico
somma del traffico interno e di quello di scambio, salvo che in Via Matteotti
dove è prevalente il traffico di attraversamento (57%); in Via Nizza l'incidenza
del traffico di attraversamento è comunque vicina al 50%.
Il traffico di attraversamento è più rilevante sull'asse a Sud dell'abitato.
Considerando la componente del traffico di attraversamento extra - comunale
si determina che il traffico proveniente dalla SS 20 nord - est (Corso Barale)
si distribuisce prevalentemente in destinazione in modo uniforme su Via
Mazzini (SS 21) e Via Nizza (SS 20).
Il traffico proveniente da Ovest (Via Nizza e Via Mazzini) si distribuisce
in destinazione soprattutto sulla direttrice di Cuneo (Corso Barale) ed
in misura minore ma comunque significativa sulle direttrici del settore
Est (Via Boves - Via Matteotti).
Il traffico proveniente da Via Cavour è diretto in misura prevalente verso
Via Nizza e quindi verso Est.
I più rilevanti flussi di attraversamento si determinano soprattutto per
gli interscambi Via Boves - Via Nizza e Via Nizza - Corso Barale ed in misura
minore per gli interscambi Via Mazzini - Corso Barale e Via Cavour - Via
Nizza.
A livello complessivo i flussi in origine più rilevanti si determinano oltre che per Borgo San Dalmazzo e per Cuneo, per i Comuni di Roccavione, Boves, Robilante, Cervasca, Vignolo, Caraglio, Demonte, e Limone Piemonte.
A livello complessivo i flussi in destinazione più rilevanti si determinano oltre che per Borgo San Dalmazzo e per Cuneo, per i comuni di Roccavione, Robilante, Boves e Limone Piemonte.
Analizzando il motivo dello spostamento si determina che il 23% degli spostamenti vengono effettuati per lavoro di tipo abituale, con un'ulteriore quota di 21% relativa a spostamenti di lavoro non abituale che porta ad un totale del 44% di movimenti per lavoro; si determinano quindi quote di spostamenti di 40% per acquisti, di 7% per motivi medici e di 7% per uffici pubblici.
Nel P.U.T. sono riportati dati di due anni fa, al fine di verificare la situazione attuale l'Ufficio di Polizia Municipale ha svolto un servizio di rilevamento dei veicoli transitati in Via Vittorio Veneto nei pressi del complesso scolastico scuole medie - scuole elementari - scuola materna i cui risultati sono sintetizzati di seguito.
Al fine di valutare la possibilità di chiusura al traffico di determinate tipologie di veicoli il rilevamento è stato effettuato suddiviso per ogni tipologia prevalente.
| data rilevamento | Orario | Numero autovetture | Numero autocarri | Numero autobus | Numero motocicli | Numero macchine operatrici | Numero totale veicoli |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 13/10/2003 | 18,00 - 19,00 | 546 | 24 | 6 | 18 | 0 | 594 |
| 16/10/2003 | 18,00 - 19,00 | 887 | 60 | 2 | 5 | 1 | 955 |
| 17/10/2003 | 18,00 - 19,00 | 767 | 55 | 2 | 3 | 1 | 828 |
| 20/10/2003 | 12,00 - 13,00 | 587 | 19 | 2 | 2 | 0 | 610 |
| 21/10/2003 | 7,30 - 8,30 | 913 | 12 | 4 | 7 | 1 | 937 |
| 21/10/2003 | 12,00 - 13,00 | 818 | 31 | 4 | 7 | 0 | 960 |
| 21/10/2003 | 18,00 - 19,00 | 563 | 28 | 5 | 9 | 0 | 605 |
| 25/10/2003 | 7,40 - 8,40 | 332 | 20 | 3 | 0 | 0 | 355 |
| 27/10/2003 | 12,00 - 13,00 | 797 | 28 | 4 | 1 | 2 | 832 |
| 28/10/2003 | 7,30 - 8,30 | 467 | 45 | 2 | 1 | 1 | 516 |
| 30/10/2003 | 7,30 - 8,30 | 656 | 33 | 5 | 8 | 0 | 702 |
| 31/10/2003 | 12,00 - 13,00 | 523 | 27 | 4 | 6 | 0 | 560 |
| 04/11/2003 | 7,35 - 8,35 | 467 | 36 | 8 | 2 | 1 |