II
Reggimento Alpini
Insediato dal 29 agosto 1992 fino a pochi anni or sono nella caserma "Mario
Fiore" di Borgo San Dalmazzo, il II Reggimento Alpini è stato insignito
della Cittadinanza Onoraria di Borgo San Dalmazzo con deliberazione della
Giunta Comunale n. 262/1995.
Il contingente militare ha costituito per la comunità locale motivo di orgoglio
e di gradimento, soprattutto per la radicata amicizia che lega le Truppe
Alpine alla popolazione, che da esse ha potuto trarre disinteressata e preziosa
cooperazione in numerose occasioni.
Le vicende dell'ultracentenario Reggimento legano indissolubilmente ad esso
la Città di Borgo San Dalmazzo, il cui nome fu assegnato ad uno dei battaglioni
annientati sul fronte russo durante il gennaio del 1943.
Aldo Quaranta
Aldo Quaranta è stato insignito della Cittadinaza Onoraria di Borgo San
Dalmazzo con deliberazione del Consiglio Comunale n. 29/1997, con le seguenti
motivazioni: nasce a Cuneo da famiglia entracquese l'11 gennaio 1909.
Frequenta le scuole superiori, si iscrive all'Università dove consegue la
laurea in legge avendo come docenti e maestri di vita Alfredo Poggi, Francesco
Ruffini e Luigi Einaudi. Fra i compagni di Università con cui si scambiano
sovente discussioni politiche Norberto Bobbio e Alessandro Galante Garrone.
Conseguita la laurea, presta servizio militare presso la Scuola Militare
ufficiali Alpini a Milano e come prima nomina è inviato come sottotenente
alla 43a Compagnia del Battaglione Aosta. Presta poi servizio presso il
Battaglione Mondovì, ove raggiunge il grado di Capitano.
Nel 1940 partecipa come componente esperto di conoscenza del territorio
e dei rapporti transfrontalieri fra Italia e Francia alla Commissione per
l'Armistizio con la Francia. Il generale Trabucchi poi lo chiama in servizio
presso la 4a Armata presso l'Ufficio operazioni. L'8 settembre del 1943
al momento dell'Armistizio si trova a Mentone.
Inizia la lotta di Resistenza all'invasore tedesco. L'11 settembre Aldo
Quaranta si trova già ad Entracque con un piccolo gruppo di soldati entracquesi
a costituire un nucleo armato di resistenza. In seguito il nucleo si unisce,
per non disperdere le forze, al gruppo di Madonna del Colletto costituito
da Duccio Galimberti e Dante Livio Bianco.
Nella primavera del 1944 viene inviato in Valle Gesso dalle formazioni G.L.
a costituire una formazione partigiana: in breve tempo riesce a dare vita
alla Brigata "Valle Gesso" poi dedicata alla memoria di Ildo Vivanti uno
dei suoi primi partigiani caduti, costituita da ben tre Bande: le bande
Entracque, Roaschia e Roccavione.
In questo periodo si tessono i primi costruttivi rapporti con la formazione
partigiana borgarina, verso la quale Aldo Quaranta dedicò sempre attenzione,
portando aiuto e coinvolgendola in una azione complessiva di valle.
Il 10 febbraio 1945 viene nominato Comandante generale della 1a Divisione
partigiana di Giustizia Libertà, comprendente tutte le formazioni che si
trovavano nel territorio compreso fra la Bisalta e la valle Grana, e che
saranno le artefici della liberazione di Borgo e Cuneo unitamente alle formazioni
garibaldine della zona.
Dopo la liberazione rientra nella vita civile. Per numerosi anni è direttore
delle funivie del Cervino. La Grande passione per la montagna lo ha visto
valido scalatore e attivo collaboratore del C.A.I. di cui divenne anche
Direttore generale presso la sede di Milano.
Aldo Quaranta è scomparso il 27 ottobre 2002; nella foto il cippo eretto
in suo ricordo presso il Monumento Partigiano di Via Valdieri.
Stefania
Belmondo
La Campionessa Olimpica e Mondiale Signora Stefania
Belmondo è stata insignita della Cittadinanza Onoraria di Borgo San
Dalmazzo con deliberazione del Consiglio Comunale n. 36/1999, con le seguenti
motivazioni:
Le numerose e prestigiosissime vittorie conseguite da parte della Campionessa
del Mondo di sci nordico Stefania Belmondo hanno definitivamente consacrato
alla storia dello sport un personaggio particolarmente amato dalla gente
di Borgo San Dalmazzo.
Nell'atleta di Pietraporzio si sono identificati infatti numerosi sostenitori
che, al di là della pura passione per una disciplina sportiva da sempre
sinonimo di sacrificio e vigore fisico, riconoscono nella fuoriclasse cuneese
rare doti di semplicità e di onestà..
Grazie a Stefania Belmondo la rinomanza della Valle Stura si è ulteriormente
diffusa, con sicuri benefici per tutte le località che vi si affacciano.
Ennio Pistoi
Nato nel 1920 a Torino, ex dirigente dello stabilimento grafico ed esponente
della lotta di Liberazione, Ennio Pistoi è stato insignito della Cittadinanza
Onoraria di Borgo San Dalmazzo con deliberazione del Consiglio Comunale
n. 15/2003.
Sottotenente di complemento partecipa alla campagna di Russia. All'otto
settembre 1943 è tra gli organizzatori dei primi gruppi di resistenza antifascista
operando prima in Valle di Lanzo e successivamente a Torino. Ideatore e
protagonista del colpo di mano che portò alla liberazione di oltre cento
detenuti politici dalle carceri militari torinesi. Arrestato per ben tre
volte, scampa alla morte grazie alla vittoriosa insurrezione, Decorato con
la Medaglia al Valor Militare.
Assunto alla Bertello nel 1958 come ispettore alle vendite: diviene, dopo
alcuni anni, Direttore Commerciale e, nell'ultimo periodo della sua presenza
in azienda, Direttore Generale. Apre due filiali a Roma e a Milano, istituisce
in tutta Italia una rete di rappresentanti affiancati da strutture tecniche
locali destinate al montaggio ed alla manutenzione degli impianti. Crea
il mercato estero partecipando a fiere internazionali organizzando convegni
di potenziali udenti e istituisce una rete di vendita in tutti i paesi dell'Europa
occidentale. Affronta quindi con successo i mercati del Medio Oriente dall'Algeria
al Kuwait ricercando in ogni paese del Nord Africa e Golfo Persico sponsor
locali.
Lascia l'azienda nel 1983 ma continuerà ad occuparsene per altri sei anni
quale rappresentante per il Medio Oriente e apre inoltre nuovi mercati nell'Europa
Orientale. Seguendo un suo personale hobby gira un film amatoriale sulla
Resistenza, destinato ad un concorso che vince. Nel film sono impiegate
oltre cinquanta persone, fra queste anche il Rettore, oggi scomparso, del
Santuario di Monserrato. Coltiva un'affettuosa amicizia con Don Raimondo
Viale e lo presenta ad amici ebrei di Roma, con i quali organizza la visita
del Sacerdote in Israele, dove lo accompagna. Tale viaggio porterà al riconoscimento
di "Uomo Giusto" conferito a Don Viale per l'aiuto portato, durante le guerra,
agli ebrei. Sarà accanto al Sacerdote nelle ultime ore di vita. Intervista
lo stesso Don Viale in una ripresa filmata girata con la regia della nota
scrittrice Edith Bruck. Ennio Pistoi ha scritto "Nonno Ennio racconta perchè
parlare di Resistenza ai giovani" edito dall'Arciere.